Hervorgehoben

Jahresrückblick2021

Es ist mein erster öffentlicher Jahresrückblog. Bisher hatte ich nie das Bedürfnis darüber zu schreiben, aber da in diesem Jahr so viel geschehen ist, das unvorhersehbar, ja unmöglich und undenkbar war, so fühle ich mich gedrängt diesen Jahresrückblick2021 zu verfassen. Damit lasse ich mich auf ein Wagnis ein, denn es wird sich immer wieder die Frage in den Raum stellen, kann ich noch selbstständig, innovativ denken und schreiben? Fühle und finde ich während des Schreibens auch die Freiheit in mir wieder?

Inhalt:

  1. Veröffentlichung meiner Webseite:
    1. Tea-Lounge und Homöopathie, Mein erster Blog-Artikel
  2. Parma:
    1. Due omeopati a Parma
  3. Homöopathie in Südtirol
    1. – Marienberg im Vinschgau
    2. – Farmacia Peer a Bressanone
  4. Meine Tee-Ideen
  5. Einaudi-concerto a Romena
  6. Meine Bücher-Welt

Veröffentlichung meiner Webseite:

Tea-Lounge und Homöopathie

Mein erster Blog-Artikel :

Schon seid Jahren versuchte ich verzweifelt einen Blog-Artikel zu schreiben. Mein Hauptproblem war dabei zu verstehen, wie ein Blog funktioniert. Wohin schreibe ich meinen Text oder wie groß ist die Möglichkeit, dass er auch gesehen und gelesen wird. Auf welche Weise stoßt eine andere Surferin auf meinen Geschichten? Einmal hatte ich eine Software gefunden und dachte, super, jetzt, das ist mein Chance. Aber, ich gebe es zu, hatte ich nicht genügend Ausdauer mich selber ohne Hilfe eines anderen mit den x-Funktionen zu beschäftigen. So hat sich dann die gute Idee in den Astralraum verflüchtigt. Ein weiterer Haken an der Sache war, dass die Software gratis sein sollte, ist ja logisch, oder ! Bloß kein Geld ausgeben für einen Traum !

Es konnte mir auch keine auf irgend eine Weise weiter helfen, ich kannte keine Bloggerin, die mir Tipps oder Hilfe bei der Erstellung meiner Plattform geben konnte, bis ich heuer im Frühjahr auf einen online-Kurs mit dem Thema Bloggen aufmerksam wurde. Wie immer, klang alles leicht, einfach und versicherte ein 100% Erfolgserlebnis. Solche Versprechen klingen für mich nur kitschig. Dessen bewußt, habe ich mich trotzdem gleich angemeldet. Am Ende des Kurses war das Ergebnis für mich verblüffend: ich hatte eine Webseite mit den ersten verfassten Blogartikeln ! Wahnsinn !

Natürlich kamen auch wieder die Fragen auf, wer werde meine Artikel lesen ? oder wen interessiert schon meine Welt? aber, das sollte mich nicht hindern mit dem Bloggen loszulegen, ich schreibe zu allererst für mich und dann für meine Freundinnen und dann?? für die weite Ferne, für Gleichgesinnte und Freigeisterinnen wie mich, für Menschen, die gerne Neues probieren, erforschen und offen sind für Themen außerhalb unseres Alltages und unserer regionalen Begrenzung.

2. Parma

Due omeopati a Parma

Una vecchia amica e compagnia di classe ci ha invitato (Hansjörg e me )a casa sua a Parma. Mi disse che nel suo enorme appartamento aveva la possibilità di ospitarci. Arrivati a Parma, abbiamo parcheggiato la macchina in un parcheggio pubblico e da lì abbiamo preso l‘ autobus verso il centro. E propio nel centro storico, vicino alla piazza principale e al Duomo ci aspettava Giovanna. Sono rimasta sorpresa. Non so perché, ma immaginavo un appartamento più piccolo, più vecchio e con un arredamento scuro e bombastico. Invece era un appartamento dove mi perdevo nelle stanze, arredato con mobili moderni e antichi.

La cucina

Ridendo Giovanna mi raccontava che l’anno scorso casa sua è stata restaurato, tra l’altro con le sue mani. Ha tappezzato le pareti di alcune stanze con una carta stampata a cera con tecnica batik, carta di colori freschi e caldi che donano un’armonia brillante . Poi ci sono diversi mobili antichi della sua famiglia, combinati con mobili moderni. Bellissimo la biblioteca, anche lì libri vecchi accanto a libri di nuova generazione: per esempio ho visto parecchi esemplari di Umberto Eco, enciclopedie, diversi libri di filosofia greca, romana, libri spirituali, romanzi.

LIBRI PRESTATI

E poi ho trovato un romanzo il cui titolo mi attirava da sempre : il maestro e Margherita di Bulgakov. Avevo iniziato tempo fa a leggerlo in lingua tedesca, ma non l’ho finito e quando abbiamo preparato le valige ho chiesto a Giovanna se me lo potesse prestare per finirlo. Poi ho scoperto José Saramago: Il viaggio dell’elefante, un viaggio dal Portogallo a Bressanone; il saggio di  Peter Hopkirk: Il grande gioco che racconta come un romanzo la lotta di inglesi e russi per il controllo dell’Asia centrale… solo alcuni titoli di una stanza piena di libri.

Pensando alla mia biblioteca (devo ammettere che alcuni libri sono ancora vergini) chiedevo Giovanna se avesse letto tutti i libri. Lei rispondeva tranquillamente:“ Certo, e in gran parte sono libri con i quali sono cresciuta“ e poi continuava come l’acqua fresca che sgorga dalla fontana “ Ho iniziato presto a leggere, mio papà era una persona saggia, già lui leggeva tanto e mi regalava un libro dopo l’altro. Il seme era seminato e con gli anni crescevano i fiori e portavano frutto: il mio orizzonte si allargava, tutto mi interessava, le diversi religioni, culture, la vita degli altri, la medicina… devo precisarlo: la medicina alternativa con i diversi metodi naturali. Era anche nel mio destino che vivendo per anni a Berlino finissi per scegliere l’omeopatia per curarmi. Ero in cura di Annalisa Adami, che brava che era la nostra Annalisa !! Nel 2012 questa omeopata straordinaria ha organizzato un corso triennale di omeopatia.. Questo è per me, ho pensato. E il resto lo abbiamo fatto assieme .“

GIOVANNA

Giusto! Questo corso di omeopatia ha fatto incontrare Giovanna e me. Era l’inizio di un’amicizia intensa, un’amicizia vera, di cuore. Nessuna distanza (Giovanna girava tra Berlino, Parma, Sala Baganza, …. ), nessun problema personale o mondiale ci poteva e non potrà mai slegare le nostre bande.

Da quel maggio 2012 siamo entrati nel mondo omeopatico. Annalisa sceglieva sempre luoghi speciali dove insegnare. Assieme abbiamo vissuto lezioni di omeopatia ad Assisi, tra gli ulivi, nei luoghi in cui si può ancora avvertire la presenza spirituale di San Francesco. Nelle campagne di Guardavalle, non lontano da Crotone dove Pitagora aveva fondato la sua scuola filosofica, eravamo alloggiati in un’oasi, un bellissimo agrumeto in cui scorrevano ruscelli di pura acqua sorgiva. Siamo stati in una malga sulle Dolomiti.  All’Hotel Elephant di Bressanone avevamo appuntamento un giorno d’estate tutti noi, allievi di Annalisa, prima di salire insieme al Lüsner Alm, dove avremmo trascorso una settimana sperimentando con la flora locale. L’hotel si chiama Elephant proprio in onore del passaggio dell’elefante Salomone, quello del libro di Saramago, nel suo viaggio verso Vienna all’epoca della Controriforma. Naturalmente, molte giornate della nostra formazione in omeopatia si sono svolte a Berlino, la città dove Annalisa aveva scelto di vivere. Assieme abbiamo provato una gamma di rimedi e assieme eravamo costrette a partecipare al „teatro omeopatico“, un modo di studiare o meglio ancora un metodo di incorporare un rimedio e poi di rappresentarlo sul palcoscenico. Pensando a quelle ore di tensione, di paura, di preparazione, a momenti di agitazioni ma anche alle risate che proviamo quasi tutti prima di un’esame, mi vengono i brividi e un sorriso in faccia: ho imparato così tanto !

Se volete vedere com’era la nostra scuola di omeopatia potete guardare questo piccolo documentario che ha girato Giovanna, che è una regista: https://vimeo.com/221290185

Chiacchierando, discutendo l’importanza dell’omeopatia, parlando di rimedi e del tempo passato con Annalisa abbiamo passato dei giorni indimenticabili a Parma. Abbiamo visitato il museo del Pilotta, il Teatro di Farnese, la Camera della Badessa Giovanna o camera di San Paolo, affrescata dal Correggio, il Giardino Ducale…

GIARDINO DUCALE

3. Südtirol und Homöopathie

Homöopathie gibt es nun schon seid über 200 Jahren. Dr. Hahnemann, geboren in Meisen, Begründer dieser neuen Medizin-Richtung arbeitete jahrelang als Übersetzer medizinischer Sachbücher, später als Arzt, Forscher und Wissenschaftler im Namen der Homöopathie . Er praktizierte u.a. in Köten und in seinen letzten Jahren an der Seite seiner zweiten Frau Melanie, in Paris.

– Marienberg im Vinschgau

Blaue Krypta

Das restaurierte Benediktinerstift Marienberg, bekannt für seine blaue Krypta, für seine wunderbare unterirdische Bibliothek, für die Möglichkeiten Seminare abzuhalten, und insbesondere für seine Möglichkeiten sich zurück zuziehen, um in der Stille des Gebets oder der Meditation sich selbst zu finden, war ein weiterer Lichtblick dieses Sommers 2021.

Mich interessierte die homöopathische Seite des Klosters. Die Frage, wo und wie wurde homöopathisch in Südtirol praktiziert fasziniert mich schon lange und als ich von einer homöopathischen Apotheke im Kloster Marienberg hörte, griff ich sofort zum Telefon, um mir darüber den ersten Eindruck zu verschaffen. Es war ernüchternd. „Es gebe keine homöopathische Apotheke im Kloster, allenfalls einige Bücher in der Bibliothek und in der Museumsausstellung eine alte Reiseapotheke“ so die Auskunft der Telefonistin und weiter meinte sie “ es existieren keine weiteren nennenswerten homöopathische Besonderheiten oder Teile. Das Museum würde sich aber über meinen Besuch freuen und bei den verschiedenen Führungen könnte ich sicher mehr Bemerkenswertes bezüglich Homöopathie im Kloster in Erfahrung bringen.“

Klang nicht gerade toll. Egal. Es schmälerte nicht meine Begeisterung . Sofort telefonierte ich mit meiner Homöopathen-Freundin Margareth aus dem Vinschgau, ob sie nicht Lust hätte mit mir dieses Kloster in ihrer Nähe zu besuchen. „Sehr gerne“ war ihre Antwort. Und so haben wir uns für den Freitag, 23. Juli zur Führung in der Bibliothek angemeldet.

Unser Führer, ein Herr in einem bestimmten Alter, der uns ganz begeistert mit vielen interessanten Informationen in die Welt der Bibliothek und in die Geschichte des Benediktinerkloster einführte, war selbst Schüler des Benediktinergymnasiums Marienberg.

Neben den Büchern werden auch einige Musikinstrumente, wie Klarinette, Seiteninstrumente oder ein Klavier ausgestellt. Unser Führer erklärte, dass im Kloster zu früheren Zeiten auch Musik unterrichtet wurde. Er beschrieb, wie die Klosterbrüder einen klar strukturierten Tagesablauf hatten und neben Hausarbeiten, beten und musizieren auch eine Stunde Lektüre in der Bibliothek vorgeschrieben war.

KLOSTERREGELN

Auf die Frage wo denn die homöopathischen Bücher seien, konnte er nur lächeln. Es gebe alte Medizinbücher, uralte, die kann frau sich ausleihen und im Lesesaal lesen. Es gebe viele Studenten, die sich hier eine Woche einquartieren, um in diesen Büchern altes Wissen und alte Wahrheiten zu erforschen. Derzeit sitze im Saal oberhalb der Bibliothek eine Praktikantin, die dabei sei alte Schriften, Akten, Bücher in schöne Kartons einzutüten, diese mit Schönschrift zu nummerieren, zu beschriften und in einer Liste zu erfassen. Alles solle seine Ordnung haben. Leider war in der Bibliothek Fotografieren nicht erlaubt.

Im Museumsbereich sind neben Bildern, alten Messgewändern, wertvollen Utensilien, Mineralien viele weitere Kuriositäten ausgestellt wie z.B. kleine Mörser, von Apothekern und Homöopathen gleichermaßen verwendet. Und siehe da, endlich die homöopathische Apotheke.

Homöopathische Apotheke

Ebenso überraschend begegneten wir in diesem Moment unserem geschätzten Bibliotheksführer. Er erwies sich uns bisher als sehr modern und aufgeschlossen. Wir verwickelten uns in ein Gespräch und wollten die Geschichten zu all den homöopathischen Utensilien und insbesondere dieser homöopathischen Apotheke hören. Wer von den Mönchen habe sich mit Homöopathie beschäftigt, oder wann wurde diese Apotheke verwendet, gebe es Aufzeichnungen oder vielleicht noch homöopathische Bücher? Fragen über Fragen.

Klostercafe

Die beiden Margareths konnten sich ihr Staunen kaum verhalten. Sie haben sich angeschaut und lauschten den Worten des weltoffenen Museumführers. „Ja, da hat es einen Klostervorsteher gegeben, einen Abt, der mit diesen Kugeln wohl gearbeitet habe. Dieser habe mit Homöopathie kuriert, … aber irgendwann, nach ihm hat man mit diesem Humbug aufgehört….Logisch. Denn wenn ihr mich fragt, ist das Scharlatanerie, wie soll so etwas heilen …..“ Nachdem wir als Homöopathinnen solche Meinungen schon kennen und wissen, wie sinnlos es ist, zu argumentieren, haben wir uns seine Überzeugungen bezüglich Homöopathie und allgemein gültiger Medizin „interessiert“ angehört. Anschließend, wieder unter uns im Klostercafe`, konnten wir uns von dieser kalten Dusche erholen und genußvoll den Marillenkuchen mit Cappuccino genießen.

– Farmacia Peer a Bressanone

Su un giornale ho letto che a Bressanone sia un Museo della Farmacia. Informandomi ho capito che si tratta della farmacia Peer. Peer una vecchia famiglia borghese e di farmacisti di Bressanone, che alloggiava anche nelle stanze del primo piano ha trasformato queste stanze in un museo particolare. Interessante che in questa farmacia Peer anni fa ho già comprato rimedi omeopatici, ma non mi sono accorta che fosse anche un museo.

Museum der Farmazie

Nemmeno Graziella, un’amica cresciuta a Bressanone sapeva di questo museo. Passando per un cortile interno siamo saliti per le scale. Mi sentivo avvolta di tempi passati, sentivo la nobles di una famiglia nobile ed era pieno di dignità quando entravo in un’abitazione con i suoi sontuosi rivestimenti lignei. Tra affreschi, stufe maioliche meravigliose ci sono oggetti mistici, lontani dalla nostra civiltà che raccontano di una vita farmaceutica passata.

Nell’antichità la farmacia come parte delle „Materia medica“ era competenza del medico. Attorno al 1240 Federico II di Svevia introdusse per la prima volta una scissione tra l’esercizio delle professioni di medico e farmacista. Questa regolamentazione, nata per evitare conflitti d’interesse, si è mantenuta fino ai giorni nostri. Ci sono testi storici nel museo che mostrano lo sviluppo.

Agli inizi dell‘ età moderna i farmaci erano costituiti in prevalenza da miscugli vegetali con moltissimi componenti. Paracelso, medico e filosofo, fu divulgatore del concetto contrario: principi attivi puri, realizzati chimicamente. Le tecniche alchemiche delle distillazioni e della sublimazione introdussero l’utilizzo di tinture e preparati minerali come per esempio di arsenico, oro, antimonio, mercurio.

E qui‘ appare Hahnemann, medico, „chimico“, traduttore di testi medici e scientifici e fondatore della medicina omeopatica. Studiando il principio dei simili (una legge naturale antica) ha esperimentato anche lui con piante, minerali e sostanze animali.

E poi finalmente, passeggiando per le piccole stanze ho incontrato tra tutte le rarità e testi antichi un libretto omeopatico: „Homöopathisches Portefeuille “ un libretto per l’uso personale, per il laico, per persone che vivono in campagna lontani da medici.

LIBRETTO OMEOPATICO

Bellissimo la farmacia da viaggio, una cassetta ripiegabile di legno, con due ante.

Era tutto affascinante e tantissimi informazioni nuovi che mi mostravano la vita farmaceutica. Incredibile con quali attrezzi, trappe e peculiarità (un coccodrillo ed una mummia in vetrina solo per attirare gente e per sembrare mistico)un farmacista lavorava e si preparava per curare l’uomo. Era un’arte! Così anche Dr. Hahnemann, un scienziato e medico di passione, chimico sperimentava e studiava per tutta la sua vita. Alla fine ci ha lasciato ca 150 rimedi omeopatici assieme a „cartelle cliniche“, testi e tra di loro „L’organon“ chiamato anche la Bibbia dell‘ omeopatia in diverse edizioni il più importante, l’ultimo nella 6° versione.

Cassetta con rimedi omeopatici

Il museo era una sorpresa e mi impressionava tanto. Visitando questi due musei (Marienberg im Vinschgau e farmacia Peer) ho visto dei libri omeopatici e oggetti misteriosi per curare l’uomo ma non avevo la possibilità di sedermi in un angolo e di leggere qualche testo. A me non basta guardare un libro sotto vetro o in una cassetta, a me per accogliere l’anima dello scrittore e in questo caso l’omeopata vorrei tenerlo tra le mani e leggerlo!

Così per forza cercherò un’altra via ancora per avvicinarmi al tema: omeopatia in AltoAdige

BELLA: LA STUFA MAIOLICA

4. Meine Tee-Idee

Tee im Restaurant und an der Theke

Meine Lieben. Ich habe seid Jahren eine Tee-Idee, die ich in diesem Jahr endlich umsetzen wollte. Ich habe sogar die ersten Schritte dazu gemacht. Doch leider ist es mehr als zu diesen Schritten nicht gekommen. Es gibt dazu mehrere Gründe und ich tue mich schwer darüber zu sprechen … was soll ich sagen, es war nicht die richtige Zeit dazu. Die Idee ist gut, ja sogar sehr gut und ist deshalb noch nicht begraben.

Derweilen trinke ich meine Tees Zuhause, in meiner Lounge mit Freundinnen oder auch mit Dir, wenn Du dazu Lust hast. Es gibt immer einen Grund guten erlesenen Tee zu trinken, nicht nur bei homöopathischen Gesprächen.

5. Einaudi-concerto a Romena

Una bellissima gita con Graziella

Grazie alla mia amica del cuore Graziella potevo ascoltare un concerto di Lodovico Einaudi a Romena.

Grazielle e io : due vagabonde

Un martedì Graziella mi ha chiamata in ufficio e mi ha chiesto se mi piacesse Einaudi, mi raccontava tutta agitata di un concerto all’aperto, sotto il sole, su un prato a Romena, vicino al suo posto preferito la vecchia pieve di Romena. Io, ancora con le dita sulla tastiera del computer e con la mente sprofondata nel lavoro, ho risposto: Si, certo! La musica di Einaudi significa pace, armonia, spiritualità. E lei continuava a parlare …. e così ho capito che a lei interessavano due cose: voleva condividere il suo entusiasmo per la musica divina di Einaudi e voleva farmi vedere Romena, un paesino nella valle del Casentino, famoso per i suoi monasteri, eremi e per la sua spiritualità tant’è che viene chiamata la Valle Sacra.

La vecchia pieve di Romena

Col suo modo entusiasta e il suo desiderio così forte di farmi conoscere la combinazione spirituale tra musica e monastero è riuscita a spuntare il mio interesse. Non ancora convinta totalmente ho risposto che non avrei avuto i soldini per comprarmi un biglietto, sicuramente caro. Ma lei non mollava e visto che si trattava di un concerto nella natura mi ha fatto una proposta geniale: lei si compra un biglietto di prima classe, uno dei pochi ancora rimasti, ed io potevo ascoltarlo dal lontano, sdraiata nell’erba fuori dal‘ area del concerto e lei col suo biglietto logicamente in prima fila davanti al palcoscenico . Con quest’idea ho dimenticato il lavoro e mi vedevo già tra i fiori, sotto un’albero ascoltando il fascino di una musica magica.

Ma dopo mi svegliavo chiedendo quando e a che ora c‘ è questo concerto? „Be, questo venerdì sera, facile da organizzare. Partiamo il giovedì, dormiamo nella casa di accoglienza „Figlie del Divino Zelo“ a Romena, dalla mia amica suor‘ Delia. Un alloggio semplice, tra le suore, il contrario di wellness. “

E così siamo partiti il giovedì mattina. Verso sera siamo arrivati e suor‘ Adelia ci aspettava già, una femminuccia grazile, con una certa età, con una voglia di parlare e di raccontarci delle sue le malattie sopravvissute ma anche delle sue esperienze con il Facebook. Era tutta fiera quanta gente sia in contatto con lei, non mi sembrava una suora dietro le mura, anzi sembrava di avere una vita fuori nel mondo, in contatto con la gente e conoscendo i problemi quotidiani di una famiglia. „Suor Adelia, se Lei legge questo: Vi mando i miei miglior saluti da Bolzano e Le auguro un Buon Natale e buona salute !“

ALLA SORGENTE DELL‘ ARNO

Dopo la colazione abbiamo visitato il paese Romena, la vecchia pieve, a Stia ci interessava la fabbrica del Panno Casentino (TACS), e lì vicino una mostra di Dante e per ultimo ci siamo sdraiate sotto gli alberi alla sorgente dell’Arno. Noi abbiamo immerso le gambe, altri hanno fatto una nuotata per rinfrescarsi. Era una natura ancora pura. Vuol dire nessun bar in giro, nessuna musica attraverso l’altoparlante o sedie e sdrai perfetti in fila….mi sembrava una natura di 100 anni fa dove i ragazzi seduti a gruppi, i genitori con i figli o gli innamorati, giocavano nell‘ acqua del fiume o lungo la riva nell’erba, al riparo degli alberi alti. Mi sembrava un piccolo paradiso di Alice dove mancava il senso del tempo.

Il punto centrale era logicamente il concerto di Einaudi a Romena. Era una giornata piena di sole, senza nuvole e un caldo pazzesco. Graziella conosceva il prato vicino alla pieve e conosceva anche il parcheggio lì vicino. Ma non abbiamo pensato che Einaudi fosse un naturalista fin in fondo, puro. Tutti quelli che sono arrivati in macchina dovevano parcheggiarla almeno un chilometro a distanza dall’area del concerto. Einaudi voleva un concerto sotto il cielo, all’aperto. Ha scelto la natura innocente e un posto pieno di energia e di spiriti santi per la sua musica celeste e non voleva uno stadio con i fari o altoparlanti giganteschi. E non voleva che la sua musica si sentisse per chilometri in una maniera assordante. La sua musica era rivolta anche agli animali , al sentimento delle piante, alle loro anime. Secondo me anche loro hanno vissuto due ore di sollievo.

IL PUBBLICO: GODENDO LA SCENA

Era un pubblico misto, alcuni con pantaloni o gonne corti, altri più sportivi, altri ancora con un vestito più elegante, ed i furbi con una coperta o il cuscino sotto il sedere e con lo zainetto del pic nic. Sul piccolo palcoscenico di legno come un trono in esposizione un pianoforte. Tutto al riparo sotto tende bianche, mi sembrava come un incontro di un sultano o di un califfo. Così rudimentale come il palcoscenico era anche il posto del pubblico, sul prato. Un segnaposto in legno 10×10 cm era per terra e Graziella col biglietto di prima classe doveva sedersi per terra come me. Io, il destino lo voleva, sono riuscita di sedermi vicino a lei perché obliterando il suo biglietto il controllore ha svelato che era valido per due persone. Magico!

Grazie Graziella che mi hai chiamato quel martedì mattina.

6. Bücher-Welt

Meine Bibliothek

Lesen ist für mich eine Notwendigkeit, ein Verlangen um mich frei zu fühlen. Es fühlt sich wie genussvolles Essen an, wie ein Rausch und häufig ertappe ich mich, wie nervös und unkonzentriert ich werde, wenn sich mein Geist auf das unterbrochene Thema fokusiert, wie ich neugierig , ja süchtig auf das Kommende und noch nicht Erzählte bin. Dann denke ich: so hingezogen mit größtem Verlangen, das beinah die Schmerzgrenze erreicht, muss sich wohl Abhängigkeit anfühlen.

Anschließend folgt die Zeit der Sättigung und des Wohlbefindens. Kann, wohlgemerkt, denn wie lange diese Ruhepause anhält ist ganz unterschiedlich. Plötzlich, selten schleichend, ist wieder das Bedürfnis da, mich den Mitmenschen mit ihren Ideen und Gedanken, ihren Fragen oder erlebten Schicksalen zu stellen. Ich interessiere mich für den Zeitgeist einer Epoche, für den Alltag von Jung und Alt, Armen und Reichen, Gesunden und Kranken mit all ihren entsprechenden Sorgen und Freuden. Nicht minder interessieren mich aktuelle Themen. Ich lese, hinterfrage und schaue mir den Berg von allen Seiten an. Es gibt ja verschiedene Wege, den Gipfel zu erklimmen und wie ein Bergführer prüfe ich die einzelnen Wegvarianten. Es kam auch schon vor, und wenn ich so zurück denke, sogar oft, dass ich über einen langen Umweg, oder über einen steilen schwierigen Steig den Gipfel erreicht habe.

BÜCHER SIND WIE FENSTER: ICH SCHAUE HINDURCH IN DIE WELT

So nun meine schönsten Bücher zum Jahresrückblick2021. Es sind Bücher, an die ich sehr gerne denke und ich einige auch schon 2x gelesen habe. Sachbücher zu Homöopathie (Medizin) und Tee sind hier nicht angeführt und werden später, vielleicht, gesondert erwähnt. Denn selbstverständlich gibt es auch dazu faszinierende Neuerscheinungen oder alte neu aufgelegte Exemplare, die mich anzogen .. und die dann .. auf meinem Bücherregal ihren Platz gefunden haben.

Il cimitero di Praga ( Umberto Eco)

Florario (Alfredo Cattabiani)

Die Schlange im Wolfspelz (Michael Maar)

Der Atem der Welt ( Stefan Vollmann)

Die Heilung der Welt ( Ronald D. Gerste)

Frösche ( Mo Yan)

Februar 33 (Uwe Wittstock)

Liebe in Zeiten des Hasses (Florian Ilies)

Feuer der Freiheit (Wolfram Eilenberger)

Piccola Sicilia (Daniel Speck)

Jaffa Road (Daniel Speck)

Stay Away from Gretchen (Susanne Abel)

Partytime-Geschichten aus den Roaming Twenties (F. Scottt Fitzgerald)

Die Nachtigall (Kristin Hannah

BIS AUF BALD / A DOMANI

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Homöopathische Lebensweise

Das Homöopathie-Buch meiner Oma !

Wenn ich sage, dass ich eine homöopathische Lebensweise führe, werden sich viele an den Kopf greifen: was ist das denn? Wieder eine neue Diät, ein neues Superfood, eine neue Superkur, die zum gesunden Leben unbedingt dazugehört? Oder gar der allerletzte Modeschrei, den ich versäumt habe?

Nein, alles falsch! Es ist auch keine nobelpreisgekührte Therapie der Medizin oder der Mikrobiologie, kein ultimatives Rezept für „Ewige Jugend“.

Es ist die Renaissance einer Lebensweise, die vor mir schon viele naturverbundenen und klugen Leute vorgelebt haben, ich aber erst im Laufe des Studiums zur homöopathisch beratenden Heilpraktikerin erlernen konnte. Dazu gehören:

  • Ein weltoffenes Handeln, nicht nur auf dem Papier, sondern täglich im Umgang mit den Mitmenschen, bei der Arbeit oder in der Familie ..
  • das Verständnis für Andersdenkende, für andere Kulturen
  • das Eintauchen in meine und deine Empfindungswelten,
  • das Verstehen, dass es verschiedene Wahrheiten gibt, und deshalb berücksichtigen, dass es nicht nur einen Weg zum Gipfel gibt,
  • die Selbstbeobachtung:
  • -sie ist einer der wichtigsten Punkte: wo-wann-wie sind meine Schmerzpunkte, welche Vorlieben und Abneigungen habe ich (ohne mich dabei von all den „gesunden“ Vorschriften und Gesundheittipps beeinflussen zu lassen und die neuesten Forschungsergebnisse vor der Nase zu haben)
  • -wie bin ich emotional gesteuert und wo liegen meine Stärken und Talente? was liebe ich an mir, an dir, wie gehe ich mit meiner Wut, meiner Angst, meinen Tränen um ?
  • traue ich mich, meine wahres ICH zu zeigen oder passe ich mich lieber an?
  • die Feststellung, dass Teetrinken (ich liebe meine Teezeremonie)das Gegenteil von Kaffeetrinken ist !
  • die Erkenntnis, dass mein einfacher Speiseplan viel gesünder und gleichzeitig weniger zeitaufwendig ist,
  • eine weitere Erfrischung ist das „im Moment leben“ eines Kindes, ich bin frei von kompliziertem, manieriertem Gehabe, ich bin freier im Genuss, darf genießen, was mir bekommt, Zuhause und bei Freunden .
Wenn ich heute unter meinem „Menü“ der homöopathischen Lebensweise

nachschaue, finde ich natürlich Überschriften wie : Medizin, unterteilt in all die vielen Fachgebiete, dann Flora, Fauna, Mineralogie, sehr interessant und wichtig auch Biologie, Meditation, Yoga, ein kleiner Untertitel ist die Astrologie, all die Geisteswissenschaften, und die Sozialwissenschaften, wichtig die Ernährung und Leibeserziehung. Es sind alles Gebiete, die mein Wesen, mein Herz, meinen Verstand und meine Empfindungen berühren und bewußt oder unbewußt meine Entscheidungsfindungen beeinflusst haben und weiterhin beeinflussen.

Es ist auch eine bunte knallige Lebensweise,

die gleichzeitig so einfach bescheiden und doch so durchdacht und lässig ist, dass sie, so erlebe ich sie, unserem Zeitgeist mit all seinen Superlativen doch ebenbürtig, wenn nicht voraus ist.

Ich werde Dir alte und neue Geschichten erzählen. Kuriositäten und skurrile Begebenheiten zum „Todlachen“ vorstellen, ich werde Fotos ausgraben und Dich mitnehmen auf die Reise, die ich vor ca 10 Jahren aus Verzweiflung begonnen habe ( zum Glück war ich damals todunglücklich !! ) und Dich, natürlich auf eine sanfte latente Weise in die „esoterische mit placeboeffekten sprühende homöopathische Heilmedizin“ einweihen.

Wer weiß, wo diese Frau bewundert wird?
Aber, und das ist sehr wichtig dabei: Du mußt alles todernst nehmen !!

Lass Dich inspirieren und vielleicht auch begeistern für eine geistreiche naturverbundene Lebensweise ! Eine Art von Leben, die auch für Dich, passen könnte. Die Deinem Naturell entsprechen könnte und die es Dir ermöglicht, Dich zu spüren und wieder Freude an Deinem Leben zu finden.

Noch kurz eine Frage:

Weißt Du was es mit dem „homöopathischen Welttheater“ auf sich hat ? nein? ich werde es Dir später vorführen und vorstellen, eines sei Dir dabei gewiss: die Spannung einer Theateraufführung wird auf jeden Fall spürbar sein!

Hinter der Bühne

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Warum ich meine Teezeremonie liebe ?

Weil sie für mich Abwechslung, Unterbrechung oder Beginn eines noch jungen Tages ist. Sie ist so vielseitig und spannend wie es ein dicker Schmöcker sein kein. Sie belebt meine Sinne, füttert meine Zellen, kann sich in die Länge ziehen, sodass ich anschließend der Zeit hinterher laufen muß. Blööd! So war es ja nicht gedacht. Alles begann so ruhig und gelassen, bedacht wurde jede Handbewegung kontrolliert, kein zu heißer Wassertropfen durfte das grüne Gold benässen.  Die News und Highligts wurden ausgespart, die to-do Liste des Tages weggeklickt. Wie ein kleines Kind, habe ich mich nur auf den schönen Augenblick konzentriert. Im Moment der Entscheidung, Tee zu trinken, startet ein eigenes Programm, eines der Langsamkeit, der Freude einen Weg einzuschlagen, der harmonische Bewegungen mit der Bewegung des Geistes miteinschließt. 

ICH LIEBE MEINE TEE’S !!!
Was macht eine Teezeremonie aus? 

Schon das Wort Zeremonie kann für manche langweilig klingen. Sie beinhaltet vorgeschriebene Schritte, Handlungen, Laute oder Worte. Sie symbolisiert einen Ablauf feierlicher Handlungen oder kann ein Ritual zu einem bestimmten Anlass sein. So erkennen wir in der Tauffeier oder in der Messe eine Zeremonie.

Wir können sie lieben aber auch hassen. Sie kann sich über wenige Minuten bis zu einigen Stunden hinziehen. 

Nein, soweit habe ich es mit meiner Teezeremonie noch nicht gebracht!

Eine entscheidende Frage ist, ob ich allein bin, zu zweit oder in einer kleinen Gruppe.

Es spielt natürlich eine Rolle, ob ich den Tee zum Frühstück trinke, oder ob ich am Nachmittag im Freundeskreis ein Tea tasting organisiere und wir neu eingetroffene Tees verkosten.

Tea tasting

Dann die Wahl des Tees.

Ist oft schwierig genug !  Ich muß da mehrere Punkte beachten und schwanke oft zwischen dem einen oder dem anderen Tee:

Anders ausgedrückt kommt es darauf an, welche Tageszeit es gerade ist und welcher Tee ist passend? Ist es gerade am frühen Morgen, trinke ich mittags Tee oder ist es die Zeit des five o’clock tea?  Genieße ich den Tee mit einer kleinen Süßigkeit dazu oder wird er als Delikatesse zu einem Imbiss gereicht. So habe ich in den letzten Monaten versucht, zu den Mahlzeiten, genau gesagt zum Mittagessen ( weil das Abendessen habe ich seid etwa zwei Jahren gestrichen) den Wein mit dem Tee zu ersetzen. Es geht !! Es lohnt sich dies zu probieren! Gib Dir einen Ruck. Es gibt so leckere Tees, die wunderbar zu den Speisen passen. Denken wir nur an den Jasmin-Tee beim Chinesen, der schmeckt doch lecker zum Essen, oder ?

Dann die Frage wie edel darf er sein, d.h. ist es anmaßend  schon morgens einen „Champagner“ unter den Tees zu trinken , oder soll ich mich mit einem klassischen Tee zufrieden geben. 

Ich habe so viele Tees zur Auswahl und spreche dabei nicht von Kräutertees.

Mit Kräutertees bin ich aufgewachsen. Wohltuende und gesundheitsfördernde Tees, die auch in der Phytotherapie zum Einsatz kommen.

Ich aber liebäugle seit fast 10 Jahren zu den Teepflanzen, die zur  Gattung der Kamelien gehören, der Camelia sinensis  und Camelia assamica. Es handelt sich dabei um Teesträucher aber auch alte Teebäume, aus deren Blättern, Knospen und Stengel unterschiedliche Köstlichkeiten per Hand oder heutzutage viel maschinell produziert werden. Ich wähle also zwischen Weiß-Tee, Gelben Tee, Grüntee, Oolong, Dajeerling, Roten Tee oder Pu erh, den Schwarz-Tee trink ich nicht so gern (ich bin ehrlich: schmecken tut er ja, mmmh, wirklich, nur, so kommt mir vor, ist mein Stuhlgang dann nicht mehr so regelmäßig )

Oft werde ich gefragt, wie es zu dieser Wandlung von der „Kräuterhexe“ zur „Tee-Zeremonien-Meisterin“ gekommen ist. 

Ja, das war überhaupt nicht programmiert oder gewollt. Ich habe während meiner Ausbildung zur homöopathisch arbeitenden Heilpraktikerin, also über fast sechs Jahre, von meinen Lehrmeistern verschiedenste Tees kredenzt bekommen. So gab es während der Unterrichtsstunden, vor und nach einer Meditation oder Yoga-Übung regelmäßig Tee, besonders den Grüntee, serviert. Es war ein schleichender Einstieg in eine neue Tee-Welt. Bis ich im Oktober 2019 in Berlin eine Tee-Sommelier Ausbildung besuchte. Dies war dann der ausschlaggebende Feinschliff. Seitdem ist der TEE und die Teezeremonie von meinem Leben nicht mehr wegzudenken.

Ausschlaggebend ist dann auch, die mir zur Verfügung stehende Zeit.

Fällt die Wahl auf einen Gyokuro oder Shincha darf die Zeit keine Rolle mehr spielen. Denn dann entscheidet mein Auge, meine Nase, mein Gaumen, meine Zunge und die Lust wie lange ich das Geschmackserlebnis genießen möchte. Habe ich ausreichend Zeit für diese Genüsse oder muss es schneller gehen, wie beim Kaffeetrinken? Nein, „schnell, schnell, Zeit ist Geld !„ diesen und andere Sprüche will ich nicht mehr hören. 

Soll es die Japanische, die tibetische, die chinesische, die englische oder ostfriesische Teezeremonie sein, oder jene von den Maghreb Staaten? Bei uns in Europa sind die chinesischen und japanischen Teezeremonien die bekanntesten.

Ich liebe den Gong Fu Cha, die Kunst der chinesischen Teezeremonie.

Teezeremonie am Morgen

Sie ist für mich noch einfach und praktikabel. Denn die japanische Teezeremonie, Chanoyu, verlangt nicht nur mehr Zeit, sondern ist für mich so  professionell, dass die Anmut der Zeremonienmeisterin einer Andacht gleich kommt und diese zu beherrschen verlangt weit mehr als nur Tee-Liebhaberin zu sein.

Ich liebe meine Teezeremonien, weil sie für mich Ausdruck meiner inneren Ruhe und Gelassenheit sind.

„Er hat Tee in sich“  So wird in Japan eine Person beschrieben, die es in der Lebenskunst und Lebensklugheit weit gebracht hat. Ich habe noch nicht ausreichend Tee in mir und bin wie mein ganzes Leben schon, auf Wanderschaft zu unbekannten Orten. Deshalb gefällt mir das Gedicht von Rumi, das ich heute zufällig in einem seiner Gedichtbände las, besonders gut.

Rumi ( 1207-1273 )

Hör nicht auf zu gehen, obwohl es keinen Ort zu erreichen gibt.

Versuche nicht, mit Deinem Blick die Entfernung zu durchdringen.

Das ist nichts für Menschen.

Bewege Dich innen.

Aber beweg dich nicht, wie Dich die Angst bewegt.

.. bewege Dich nicht, wie Dich die Angst bewegt .. in der heutigen Zeit noch genau so aktuell wie zu seiner Zeit ! oder ??

bis auf bald MR

Details zu meiner Person (fun facts über mich)

  1. ich bin seid einigen Jahren Brillenträgerin, notgedrungen, seitdem sind Brillen für mich ein Schmuckstücke wie Ohrringe
  1. ich habe eine Tea-Sommelier Ausbildung in Berlin absolviert (2019) bis dahin habe ich den Grüntee geliebt, ab dem Zeitpunkt aber, kenne ich die Güte der verschiedenen Tees (Gelb-Weiß-Rot-Grün-Schwarz-Tee, Oolong, Per ) mit all ihrer gesundheitlichen Seite
  2. ich bin am 02.02.2022 55 Jahre alt geworden, das Datum war wie geschaffen für eine Hochzeit, oder?? so dachte ich auch und habe meinem Schatz das Ja-Wort gegeben
  3. ich bin gerade in einer Ausbildung bei Dr. Rüdiger Dahlke zur „Gesundheitsberaterin“
  4. wir, meine Schwester und ich, hatten rote Haare und wir wurden schon auf dem Schulweg so gehänselt, dass wir nicht selten weinend die Flucht ergriffen
  5. in der 4.Klasse hat eine Lehrerin mich und die ganze Klasse darauf hingewiesen, dass ich zu früheren Zeiten als Hexe verbrannt worden wäre, das hat mich über viele Jahre tief getroffen .. auf einem Scheiterhaufen verbrennen, nur wegen der roten Haare ?? das war ein Schock
  6. ich fühlte mich in den Jahren der Oberschule wie ein Mauerblümchen, ein graues Entlein, langweilig, nichtssagend
  7. als in Bozen über die Errichtung einer UNI diskutiert wurde, hatte ich die Idee einer Waschanlage, ich dachte, dass von all den vielen Studenten viele diese Möglichkeit nutzen würden … jemand anderer, nicht ich, hat diese Idee in die Tat umgesetzt
  8. und irgendwann habe ich verstanden, dass ich nie dazugehören werde und ich zu meinen roten Haaren stehen muß, in dem Moment ging es mir besser, es erging mir sogar viel besser, als ich mit der Zeit lernte, genau aus diesem Anderssein meine Identität, mein ICH zu schaffen, ich mußte nicht mehr Teil der großen Masse sein, ich wollte es auch nicht mehr, ich begann selbstständig und autonom meine Welt zu erforschen, seitdem denke ich selber, bin kritisch, interessiert, weltoffen und kam so zur Homöopathie, eine Welt, die für mich total unbekannt war, um nicht zu sagen, ich hatte sie aus weiter Ferne mit kritischen Argusaugen bespitzelt
  9. nach 3 Jahren Medizin-Studium habe ich 2016 in Berlin die Prüfung zum Heilpraktiker bestanden
  10. ich liebe es mich zu bewegen, meine Muskeln zu spüren, ich fahre gern mit dem Fahrrad, mache lange Spaziergänge, segle, schwimme,
  11. ich liebe die Sonne! ich brauche sie zum Überleben, sie spendet mir Kraft und Lebensfreude. Aus diesem Grund mußte mein neuer Kraftort, mein neuer Raum der Heilung, ein großes Sonnenfenster haben.
  12. jetzt aber, seit geraumer Zeit habe ich die Idee des Schreibens, einen Blog, Kurzgeschichten, schreiben über Homöopathie, über Tee !! und das werde ich jetzt durchsetzen, ich werde keinen anderen nach seiner Meinung fragen, will das Schlechtreden“ nicht hören. Dieses Mal gibt es nur: ich starte und schreibe ..
  13. ich hatte einen kleine Chihuahua, meinen Goliath, er war stadtbekannt, um nicht zu sagen landbekannt, nach 18 Jahren hat er seine Reise angetreten, er fehlt mir !
  14. ich habe mich einmal als „mafioso“ gefühlt: Es war in Berlin, ich war in Zeitnot und als ich in einem großen Wartesaal im Gemeindegebäude eine Nummer ziehen mußte und ganz hinten anstehen sollte, habe ich Leuten, die vor mir waren 50 € geboten, damit sie mir ihre Nummer verkaufen sollten
  15. ich wollte vor ca 20 Jahren ein Teegeschäft in Bozen eröffnen, hatte aber nicht den nötigen Mum dazu, wenn ich mit Freunden darüber sprach, wurde meine Idee zerpflückt und so blieb alles liegen. Einige Jahre später wurde ein Teegschäft eröffnet …
  16. ich bin zertifiziert ausgebildete Blinden-Rehabilitations-Trainerin, habe in Linz in einer Spezial-Schule einige Monate als Trainerin unterrichtet. Es wurde mir auch eine fixe Stelle angeboten, ich habe mich aber für die blinden und sehbehinderten Südtiroler/innen entschieden und kam zurück
  17. ich war dann in Udine und im Blindenzentrum (Bozen) tätig
  18. in Bozen war meine interne Hausnummer 13 !! sie hat mir bisher Glück gebracht
  19. ich bin immer noch als Berlinerin offiziell gemeldet
  20. ich habe in Bologna, nach der Ausbildung zur Blinden-Reha-Trainerin, zwei Jahre Psychologie studiert, als ich 1994 meine Tätigkeit in der Radiologie (Marienklinik ) begonnen habe, habe ich nach einem weiteren Jahr das Studium an den Nagel gehängt
  21. ich habe es geschafft, ahnungslos, mit zwei verschiedenen Schuhen, d.h. einem Trachtenschuh und einem blauen Schuh das Hotelzimmer zu verlassenen und die Wiener Oper zu besichtigen
  22. unsere Matura-Reise führte uns nach Paris, es stand auch der Besuch des Eiffelturms auf dem Programm, ich blieb bei meiner Busenfreundin unten, da sie unter Höhenangst litt. Ich war bisher nie mehr in Paris
  23. ich hatte über die ganze Schulzeit immer den Übernamen Satti, wohl abgeleitet von meinem Schreibnamen Rosatti
  24. ich habe 10 Jahre bei der Musikkapelle mitgespielt, Querflöte und Piccolo, in einer kleinen Tanzlmusig habe ich einige Jahre die Ziehharmonika gespielt, damals hatte ich auch den Übernahmen Butterfly
  25. ich war über Jahre eine begeisterte Volkstänzerin, es war eine schöne Zeit
  26. ich bin seit 3 Monaten im Umzugs-Modus: von Bozen nach St.Pauls /Eppan, offiziell lebe ich noch in Bozen, in Wirklichkeit genieße ich den Sonnenaufgang in St. Pauls
  27. ich habe 2012 das Studium der Homöopathie in Berlin, Assisi, Kalabrien begonnen und 2015 abgeschlossen
  28. ich habe in der Oberschule die Liebe zu den Büchern entdeckt, das Lesen, das Studieren, Forschen, Stöbern, das Untertauchen wie im Rausch, in eine andere Welt
  29. ich liebe nicht nur Grüntee, sondern auch kalte sprudelnde Getränke, Eis, Apfelstrudel, Marillenknödel .. und Prosecco
  30. mein Lieblingsstudienort war immer Wien
  31. am Bolsena-See fühle ich mich Zuhause, des öfteren wollte ich dorthin auswandern
  32. aus jedem zweiwöchigem Urlaub komm ich mit neuen Ideen zurück
  33. mit ca 5 Jahren war ich schon als kleiner Krampus mit dem hl Nikolaus (meinem Bruder) in der Nachbarschaft unterwegs
  34. wir hatten in meiner Kindheit einen Esel, Hasen, Hühner, Hamster, Singvögel, einen zahmen Raben, Mäuse, Flöhe ..
  35. aus Gesundheitsgründen mußte ich (wie meine Geschwister auch ) Wasser mit aufgelöstem Lehm für einen starken Knochenaufbau trinken
  36. im Winter mußte ich (wie meine Geschwister) am Samstag in die Haussauna, das war unsere BADEWANNE
  37. oooooohhm

Perché amo la mia cerimonia del tè?

La amo perché significa cambiamento, interruzione o inizio di un giorno nuovo veramente nuovo. La cerimonia del tè é varia e interessante come lo sono certi romanzi belli e intensi.

Soprattutto di mattina ravviva i miei sensi e nutre le mie cellule, spesso si prolunga così a lungo che perdo la cognizione del tempo. Peccato perché non era certo quella.

BUONGIORNO A TUTTI

Tutto inizia con calma e tranquillità. Ogni gesto della mano è preciso e controllato, faccio attenzione che nemmeno una goccia d’acqua troppo calda tocca il mio „oro verde“. Notizie e highlights sono lasciati da parte, la lista delle cose da fare è sparita. Come un bambino mi concentro unicamente sul bel momento di preparare il tè.

Quando decido di bere il tè inizio un programma particolare, fatto di lentezza e gioia. E durante la cerimonia l’anima, il senso olfattivo, il senso del gusto si risvegliano e godono.

IO AMO I MIEI TE’!!!

Cosa significa „cerimonia del tè“ ?

Già la parola cerimonia per qualcuno suona noiosa. Una cerimonia include passaggi, azioni, suoni o parole prescritti. E’ simbolo di atti solenni o può rappresentare un rituale per un’occasione specifica. Così riconosciamo una cerimonia nel battesimo o nella messa.

La cerimonia possiamo amarla od odiarla.

Può durare da pochi minuti a svariate ore, ma io, ammetto, fin’ora non mi sono spinta così in là con la mia cerimonia del tè!

Poi una domanda cruciale è se sono da sola, in due o in una piccola compagnia.

Fa la sua differenza bere il tè a colazione da sola o organizzare una degustazione pomeridiana con gli amici per assaggiare i nuovi arrivi

Degustazione di tè.

Poi la scelta: è difficile!

Devo considerare diversi aspetti e spesso sono indecisa tra l’uno e l’altro tè.

  • Devo rispettare l’ora cioè è la mattina presto o bevo il tè a ora di pranzo o si tratta del tè delle 17?
  • Così è da prevedere se il tè viene accompagnato da un dolcetto o viene servito come prelibatezza durante uno spuntino?
  • Negli ultimi mesi ho sostituito il vino bevuto ai pasti con il tè, più precisamente a pranzo, visto che ormai da due anni ho eliminato la cena.

E funziona!!!

Vale assolutamente la pena provare. Apri gli occhi! Ci sono tè che si abbinano ai cibi in modo delizioso. Pensiamo al tè cinese al gelsomino, non è forse squisito bevuto mentre si mangia?

Un’altra domanda da farsi nella scelta del tè è sapere quale tè bere di mattina quando c’è poco tempo e quale tè bere quando ho tempo a disposizione per gustarlo come uno “champagne”

Ho talmente tanti tè tra cui scegliere, senza parlare delle tisane!

Con le tisane ci sono cresciuta. Tisane lenitive e salutari, oggi utilizzate anche nei trattamenti fitoterapici. 

Da più o meno dieci anni però mi dedico principalmente alle piante del tè che appartengono alla famiglia delle camelie, Camelia Sinensis e Camelia Assamica.

Si tratta di cespugli ma anche di antichi alberi dalle cui foglie, boccioli e steli, manualmente oppure oggi più spesso con l’uso delle macchine, si ricavano differenti prelibatezze.

Posso quindi scegliere tra tè bianco, tè giallo, tè verde, Oolong, Darjeeling, tè rosso o Pu Erh. Non mi piace molto bere il tè nero (Onestamente il sapore mi piace, mmmh, ma mi sono accorta che, se lo bevo, i miei movimenti intestinali non sono più così regolari.) 

Spesso mi chiedono come mi sono trasformata da “strega delle erbe” a “maestra della cerimonia del tè”.

Non è stato programmato né voluto.

Durante la mia formazione in omeopatia, per circa sei anni i miei insegnanti ci hanno offerto una grande varietà di tè. Durante le lezioni, prima o dopo la meditazione o lo yoga, veniva regolarmente servito il tè verde. Così è avvenuto il mio ingresso graduale nel mondo del tè. Nel 2019, a Berlino, come approfondimento fondamentale ho frequentato un corso per sommelier del tè. Da allora il TE’ e la cerimonia del te sono parte integrante della mia vita.

Decisivo è il tempo che ho a disposizione.

Se scelgo un Gyokuro o uno Shincha il tempo non può essere limitante perché saranno occhi, naso, palato e lingua che indicano la durata.

Una domanda è se ho tempo a sufficienza per questi piaceri o dev’essere una cosa veloce, come bere un espresso?

E poi quale cerimonia del tè? Giapponese, tibetana, cinese, inglese, della Frisia orientale o del Maghreb?

In Europa le più conosciute sono la cinese e la giapponese.

Personalmente amo il Gong Fu Cha, l’arte cinese della cerimonia del tè.

Cerimonia mattutina del tè.

Per me si tratta di quella più semplice e praticabile. La cerimonia giapponese Chanoyu non solo richiede molto più tempo, ma ha un grado di perfezione tale per cui la grazia della maestra di cerimonia è una forma di devozione e padroneggiarla richiede molto più che l’essere semplicemente un amante del tè.

Amo le mie cerimonie del tè perché sono espressione della mia calma e serenità interiore.

“Ha del tè in sé”, è un modo giapponese di riferirsi ad una persona che ha fatto molta strada nell’arte di vivere e nella saggezza.

Personalmente, non ho ancora abbastanza tè in me stessa e sono, come sempre, in cammino verso luoghi sconosciuti.

Per questo apprezzo particolarmente la poesia di Rumi che oggi casualmente ho letto in uno dei suoi libri. 

Non smettere di andare anche se non c’è un luogo da raggiungere.
Non cercare di penetrare la distanza con lo sguardo
Non è per le persone
Muoviti interiormente.
Ma non muoverti come la paura ti muove.
Rumi (1207-1273)

…ma non muoverti come la paura ti muove… ai giorni d’oggi ancora attuale come allora, vero?!

A presto mr

Una vita omeopatica

Molti non capiscono quando dico che conduco uno stile di vita omeopatico: di cosa si tratta? Un’altra nuova dieta, un nuovo superfood o una nuova cura miracolosa indispensabile al viver sano? O si tratta forse dell’ultima moda di cui non ero al corrente?

Niente di tutto ciò! Non si tratta nemmeno di una terapia medica da Nobel né dell’ultima ricetta per l’eterna giovinezza.

Si tratta del rinascimento di uno stile di vita che, ben prima che lo facessi anch’io, è stato adottato da molte persone famose e amanti della natura. Io l’ho incontrato per la prima volta durante gli studi omeopatici.

Una vita omeopatica contempla diversi aspetti:

– L’agire secondo ampie vedute, non solo sulla carta ma quotidianamente nel rapportarsi agli altri, al lavoro, in famiglia…

– La comprensione per le diversità di pensiero e per le altre culture.

– L’immersione nel mio mondo emozionale e in quello altrui.

– molto importante il comprendere che esistono differenti verità e di conseguenza c’è più di un sentiero per arrivare alla vetta.

L’introspezione è uno degli aspetti principali:

-dove, quando e come sono i miei punti delicati, quelli che mi causano dolore?

-quali sono le mie predilezioni e le mie avversioni? (Rispondere sinceramente e di getto, senza lasciarmi in nessun modo influenzare nelle risposte dal fatto di conoscere le regole e i vari consigli per una vita “sana” e senza avere davanti al naso gli ultimi risultati della ricerca scientifica).

– In che modo vengo guidato dalle emozioni e quali sono i miei punti di forza e i miei talenti? Cosa amo di me? Cosa amo di te? Come vivo la mia rabbia, la mia ansia, le mie lacrime?

– Mostro il mio vero IO o preferisco adeguarmi?

– Dovevo constatare che bere tè (personalmente amo la mia cerimonia del Tè) è l’esatto contrario di bere caffè!

– Mi sono accorta che il mio semplice modo di nutrirmi è molto più sano e spesso allo stesso tempo fa risparmiare tempo.

– Un ulteriore ristoro è il “vivere nell’istante” di un bambino. Essere esenti da un comportamento complicato educato e poter essere più liberi riguardo al piacere, gustarsi quel che aggrada a casa e da amici.

Se oggi guardo nel mio “menù” della vita omeopatica trovo delle voci come:

Medicina, suddivisa nei diversi campi

flora, fauna e minerali.

importante la biologia, la meditazione e lo yoga.

L’astrologia rappresenta una piccola voce.

Poi ci sono le scienze umanistiche e sociali

molto importanti sono l’alimentazione, la nutrizione in combinazione con l’educazione fisica.

Sono tutti campi in contatto con la mia natura, il mio cuore e il mio intelletto e che, a livello conscio o inconscio, hanno influito e continuano ad influire sulle mie scelte.

Il mio mondo omeopatico è anche uno stile di vita colorato e sgargiante, allo stesso tempo semplice e modesto e tuttavia così ben pensato e disinvolto che è sempre al passo con lo „Zeitgeist“ quando non in anticipo.

Ti racconterò storie vecchie e nuove. Ti metterò a conoscenza di alcune curiosità e bizzarri incidenti da “morir dal ridere”. Recupererò vecchie foto e ti porterò nel viaggio che per disperazione ho iniziato circa 10 anni fa. E ovviamente ti introdurrò in modo leggero ma non meno interessante alla “medicina omeopatica“.

Chissà dove verrà mai ammirata questa donna?

E Tu, e questo è importantissimo, devi prendere tutto sul serio!!!

Questi articoli sono pensati come un‘ ispirazione e una lume per accendere l’entusiasmo per uno stile di vita ricco di spirito e natura. Un’arte del vivere che potrebbe andare bene anche per te. Che potrebbe corrispondere alla tua natura e permetterti nuovamente di ascoltare te stesso e di ritrovare la vera gioia per la vita.

E prima di finire una piccola domanda:

Sai forse cosa s’intende per “Teatro omeopatico”? no ?

Te lo mostrerò in seguito, per ora ti basti sapere che sarà in ogni caso percepibile l’intensità di una autentica rappresentazione teatrale!

Te` e omeopatia?

Ti chiederai come si combinano questi due mondi, così diversi. Posso assicurarti che si combinano molto bene e nei prossimi post ti schiuderò un mondo magico, pieno di profumi e gusti vari e inaspettati. Il tè è diventato una parte di me come l’omeopatia. Non potrei lasciare ne´l’uno ne´ l’altro.

Il gusto per il tè è nato e cresciuto durante lo studio di omeopatia e naturopatia,

quando il tè verde veniva servito durante le ore di lezione e dopo le meditazioni. È stato assaporato come aperitivo, come afrodisiaco o come tisana. Ho imparato che per ogni momento del giorno esiste un tè adatto: per esempio l’alloro, da bere come tisana o il tè verde e il matcha, che sono stimolanti. Ho incontrato il gusto dal „fascino sottile“, che non ha l’arroganza del vino, la presunzione del caffè, né la leziosa innocenza del cacao.

Oltre alle principali materie di studio come i rimedi omeopatici, le erbe delle streghe e le erbe medicinali, si studiava l’uomo con la sua psiche, la sua reazione in situazioni di malattia, malessere, paura o ansia.

Riassumendo, si può dire che la cosa primaria dell‘ omeopatia e del naturopata è l’essere umano nella sua totalità fisica, psichica, spirituale e mentale. 
Accanto a questi studi si apriva un altro mondo completamente nuovo: il mondo del tè !!! 

Per la prima volta assaggiavo i sapori del Kabusecha, Sencha, Gyokuro, Hojicha, Darjeeling, Oolong.

Devi sapere che sono cresciuta in mezzo alla natura, e raccogliere l’arnica, il millefoglio, la rosa canina, il timo e tante altre erbe selvatiche per terapie curative faceva parte della mia vita quotidiana. A cena, la mamma preparava circa 2 litri di tè alla menta, camomilla, tiglio o  sambuco. Spesso mescolava diverse erbe assieme e ancora oggi lo fa. Sono sicura che anche tu conosci questa pratica.

Questo, per spiegarti che ero già abituata a bere del tè ma, ancora, non conoscevo il mondo del tè verde, con tutte le particolarità dei gusti e dai sapori così piacevoli e vari, le peculiarità nella preparazione e la squisita raffinatezza.

Non sapevo ancora perché:
  • la teiera dovrebbe essere piccola
  • ogni tipo di tè dovrebbe avere la sua teiera
  • l‘ acqua dovrebbe avere diversi gradi di temperatura
  • il tempo d’infusione può durare da pochi secondi a 5 minuti 

Soprattutto, non avevo mai sentito che si potessero fare diversi infusioni successive utilizzando lo stesso tè. Mi sfuggiva il senso profondo della cerimonia. Oggi, dopo anni di pratica, adoro la cerimonia del tè. Codificata in rituali antichi, religiosi e mistici viene tra l’altro praticata nel buddismo zen dove, per i monaci, è una cerimonia essenziale. 

Ho capito che il TÈ, con la sua storia, ha creato un’estetica.

Oggi, nel nostro mondo così stressante e complicato, il momento del tè rappresenta un rituale e un simbolo estetico. Tanta raffinatezza ed eleganza, godute da soli o in compagnia, creano armonia, pace e momenti spirituali. 

Così, anche per me, il mondo del tè è diventato parte della vita.

Quando sento bisogno di riposo e di silenzio mi preparo per la cerimonia. Ai pasti amo bere tè al posto del vino.  Quando festeggio con gli amici e con le persone del mio gruppo omeopatico, pratico la cerimonia e beviamo un tè particolare, raro, speciale che può essere un tè verde come un Gyokuro, un Formosa Mingjian, un Wuyi da Hong Pao, un Genmaicha, un Monkey King, un Mizudashi Chu … tutti infusi con particolari sapori, forse legnosi, con una nota di affumicato o dolci note di frutta nel retrogusto, o con sapori di spezie simili, per esmpio, al pan pepato. Ripeto: ci sono così tanti sapori e note da scoprire  che, per forza, devo scrivere altri articoli, altri post.

Col tempo riesci a capire perchè, bere tè, sia diventato altamente chic!

Il tè è diventato una delle bevande più popolari al mondo, non solo per il suo sapore gradevole, ma anche per le numerose proprietà benefiche, come principi bioattivi,  polifenoli, antiossidanti e catechine. ( .. vedi prossimo post )

mr